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domenica 21 dicembre 2008

Azzurri in vacanza all'olimpico di Torino

Quello che più ha infastidito in Torino-Napoli non è stata la sconfitta per 1-0 in quanto tale, ma l'assoluta mancanza di idee e la superficialità assoluta con cui si è affrontata la partita. A parte Iezzo, Contini, Rinaudo, Blasi e Denis, gli altri giocatori, e lo stesso Edy Reja, avevano evidentemente la testa altrove, distratti da come organizzare le loro vacanze natalizie.Il Napoli ha affrontato un Torino timoroso, in piena crisi, eppure non ha saputo approfittarne. Del valore intrinseco della squadra azzurra parla chiaro la classifica. Non ci si trova così in alto per caso. La cosa più mortificante sarebbe se si volesse giustificare il ko di Torino con le assenze di Lavezzi, Cannavaro e Hamsik.Il Napoli è una squadra ancora giovane ed inesperta che paga a caro prezzo, per l'ennesima volta in questo campionato, svarioni di singoli (Santacroce) che alla fine finiscono per danneggiare oltre misura. Il gol segnato da Pazienza al Lecce ha forse condizionato le scelte di Reja. Dopo una così bella prestazione, non si poteva non far scendere in campo il bravo centrocampista.Sarà stato questo il motivo dell'esclusione del sostituto naturale di Hamsik, ovvero Bogliacino, entrato negli ultimi 10 minuti. L'uruguaiano, recuperato perfettamente dall'infortunio, avrebbe avuto pieno titolo per essere titolare. Denis ha mostrato grande impegno ed un buono stato di forma.Purtroppo non è stato aiutato nè dallo svogliato Zalayeta, nè dagli inserimenti dei centrocampisti, nè dai cross dei due esterni, Maggio e Mannini. Insomma l'argentino, ben controllato, non è mai stato messo nelle condizioni di andare al tiro nè di colpire di testa.Maggio è stato la controfigura di quello visto contro il Lecce, non è da lui comportarsi in tal modo. Accuse pesanti che serviranno a far smuovere acque diventate improvvisamente stagnee. Bisogna crescere di personalità , se si vuole restare in alto ed essere da Champions. Fuori casa sono pochi i punti raccolti.Si avrà un cambio di tendenza nelle gare esterne, soltanto se si crescerà in sicurezza e convinzione. Se ci si mantiene umili, senza sentirsi campioni, perchè ancora nessuno ha vinto nulla, lavorando e sudando, allontanando il fascino di ammalianti sirene, il Napoli avrà ancora tanto da dire.E' un impegno da prendere con i tifosi (a Torino erano in 2000) e per rispetto nei confronti di un club che lavora seriamente, sempre puntuale nei pagamenti. Se una parte di squadra si sente accontentata dei pur 30 ragguardevoli punti, raccolti in 17 giornate, credendo di aver raggiunto il massimo, senza avere ulteriori stimoli a fare meglio, allora alziamo le mani.La rabbia in corpo è tanta, perchè c'è la convinzione di poter fare meglio di quanto seminato finora. Vincenzo Petrazzuolo. napolimagazine.

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